ESG e Bilancio di Sostenibilità: da dove iniziare

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ESG e Bilancio di Sostenibilità: da dove iniziare

ESG e "bilancio di sostenibilità" sono termini sempre più diffusi, spesso associati solo alle grandi aziende quotate. Il perimetro reale, però, è più ampio e in continua evoluzione — e conviene iniziare a orientarsi anche per chi non è ancora direttamente obbligato.

Cosa significa ESG

La sigla indica i tre ambiti su cui un'azienda viene valutata oltre ai risultati economici: Environmental (impatto ambientale, consumi energetici, rifiuti, emissioni), Social (condizioni di lavoro, rapporti con la comunità, catena di fornitura) e Governance (trasparenza, gestione dei rischi, struttura decisionale). Il bilancio di sostenibilità è il documento che raccoglie e rendiconta questi aspetti, in modo analogo a come il bilancio economico rendiconta i risultati finanziari.

Chi è obbligato oggi, e chi lo sarà

La Corporate Sustainability Reporting Directive (CSRD), recepita in Italia con il D.Lgs. 125/2024, ha esteso l'obbligo di rendicontazione di sostenibilità oltre le grandi aziende quotate storicamente coinvolte. Negli ultimi mesi l'Unione Europea ha rivisto più volte il calendario, rinviando le scadenze per le imprese non ancora obbligate e semplificando i requisiti richiesti, in un percorso ancora soggetto ad aggiornamenti. Chi rientra già nel perimetro NFRD (le grandi imprese di interesse pubblico storicamente soggette a obblighi di rendicontazione) continua a rendicontare; per le altre imprese di grandi dimensioni e per le PMI quotate, l'obbligo è stato posticipato, ma resta previsto.

Perché riguarda anche chi non è direttamente obbligato

Il punto spesso frainteso è che l'assenza di un obbligo diretto non significa restare fuori dal tema. Predisporre un report di sostenibilità può rappresentare un primo passo per prepararsi a un contesto normativo e di mercato in continua evoluzione. Infatti, da un lato gli istituti finanziari sono sempre più chiamati a valutare anche il profilo ESG delle imprese; dall'altro, le grandi aziende soggette alla CSRD devono raccogliere informazioni di sostenibilità anche dai propri fornitori, per completare il quadro sulla propria catena di fornitura — è il cosiddetto effetto a cascata. Per questo motivo, sempre più PMI ricevono richieste di dati ESG da parte di clienti, banche o partner commerciali, pur non avendo alcun obbligo di legge diretto. Per rispondere a queste richieste in modo semplificato, esiste oggi uno standard volontario dedicato alle piccole e medie imprese (VSME), pensato proprio per fornire un set di informazioni essenziali senza il livello di dettaglio richiesto alle grandi aziende.

Da dove iniziare concretamente

Il primo passo non è raccogliere tutti i dati possibili, ma capire quali temi siano davvero rilevanti per la propria attività — un'analisi di materialità che tenga conto di settore, dimensione e catena di fornitura. Da lì, i passaggi successivi sono: mappare i dati già disponibili in azienda (consumi energetici, gestione rifiuti, composizione del personale, politiche già in essere), individuare un referente interno che segua il percorso nel tempo, e valutare se partire da uno standard semplificato come il VSME, prima di affrontare eventualmente requisiti più strutturati.

Un percorso, non un adempimento da un giorno all'altro

Redigere un bilancio di sostenibilità non significa soltanto adempiere a un obbligo normativo. È un percorso che permette all'azienda di conoscere e monitorare le proprie performance ESG, individuare i principali rischi e definire obiettivi di miglioramento nel tempo, rafforzando la trasparenza nei confronti degli stakeholder e valorizzando il proprio posizionamento sul mercato.

Per questo motivo, costruire un bilancio di sostenibilità richiede un'attività graduale di raccolta, organizzazione e analisi dei dati. Soprattutto per le imprese che affrontano questi temi per la prima volta, è più efficace sviluppare progressivamente un sistema di rendicontazione, anziché attendere la prima richiesta di un cliente, di una banca o un futuro obbligo normativo.

Più che un punto di arrivo, il bilancio di sostenibilità rappresenta quindi il punto di partenza di un percorso strutturato verso una gestione sempre più consapevole e trasparente dei temi ESG.

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